Inventarsi Un Lavoro a 40 Anni

Ciao! Io sono Marcello Cosa, ho 44 anni e dopo aver preso il dottorato nel 2009, non sapevo proprio che cacchio fare. Se hai tempo e voglia, nelle prossime pagine scoprirai la cronaca del mio “trauma digitale”.

Crearsi un Futuro Professionale a 40 Anni, Superando la Paura di Non Essere All’Altezza

Ero seduto sul divano e guardavo passivamente la TV, una di quelle trasmissioni trash dove litigano tutti.

In realtà non riuscivo neanche a sentire bene. Mio figlio faceva casino come al solito, giocattoli ovunque, musichette fastidiosissime, ecc.

Intanto mia moglie preparava la cena e sentivo rumori di pentole e stoviglie che provenivano dalla cucina.

Avevo finito da poco il Dottorato di Ricerca in Economia Aziendale, e la mia università mi aveva sbattuto fuori.

Sai Marcello, tu sei bravo… però sai… è il sistema.

Così mi dissero.

Rabbia e frustrazione erano le mie compagne di vita.

Ad un certo punto, vengo distratto da una piccola gaffe della conduttrice del programma che passavano in TV.

Una specie di teatrino… cercava di parlare con un tizio in collegamento, ma dall’altra parte c’era silenzio. Nessuna risposta.

Poi, lo stesso tizio inizia a parlare, ma la sua voce viene schiacciata dalla conduttrice che lo chiamava ripetutamente.

Era un banale problema di ritardo audio. Quando finalmente il tipo riesce a prendere la parola, fa un’affermazione terrificante:

Lavoro non ce n’è, non è più come 20 o 30 anni fa. E andrà sempre peggio…

E comincia a sciolinare una serie di dati, studi, ricerche, statistiche, ecc.

Intanto nello studio televisivo cala un’atmosfera surreale, conduttrice ed ospiti in panico totale.

Provano a minimizzare, ma niente, il giornalista era convinto e fermo sulle sue posizioni.

Aveva ottenuto la mia attenzione… il sospetto che avesse ragione ce l’avevo già, ma non volevo crederci.

Io sono abituato a riflettere, pensare, ragionare sulle cose.

Quindi, il giorno dopo ho fatto parecchie ricerche su Internet e tentavo con tutto me stesso di smentire quel giornalista, perché era quasi riuscito a spegnere tutte le mie speranze di trovare uno straccio di lavoro.

Ero da solo chiuso in cucina, un caldo bestia e sentivo ancora l’odore degli hamburger della sera precedente.

Cerca di qua, clicca di là, leggi di qua e stampa di là…

Le speranze me lo sono spente da solo.

Quel “bastardo” aveva ragione.

Per non dilungarmi, ti dico solo due o tre cose della montagna di roba che ho trovato:

  • Nel 1979, la General Motors è l’azienda più ricca del mondo ed ha 853.000 dipendenti. Nel 2018, l’azienda più ricca è la Apple ed ha 147.000 dipendenti (cioè, sei volte meno rispetto alla General Motors!). Puoi verificare tutto, leggendo la storia della GM (in inglese) e lo studio de “II Sole 24 Ore
  • Una ricerca di due anni condotta dal “McKinsey Global Institute”, ci avverte che entro il 2030 i robot intelligenti potrebbero sostituire fino al 30% dell’attuale lavoro umano nel mondo. Il fenomeno è paragonabile all’allontanamento dal lavoro agricolo durante il 1900 negli Stati Uniti e in Europa
  • Secondo il “World Economic Forum”, entro 5 anni un dipendente su due (ripeto: una persona su due, il 50%!) dovrà necessariamente aver aggiornato le sue competenze, altrimenti si rischia di non essere più appetibili per il mercato del lavoro

E poi, negli ultimi due anni, ci ha pensato anche il Covid a peggiorare la situazione. Purtroppo.

Passata quella “sbornia” di dati e statistiche, ho iniziato a pensare molto seriamente come risolvere la mia situazione.

Mi sa tanto che è inutile continuare a leggere gli annunci di lavoro (che mi stanno provocando un’ulcera)… meglio creare qualcosa di mio.

Magari, il lavoro lo troverò in seguito, ma nel frattempo è meglio che mi dia una mossa.

Meglio crearmi un asset, un’attività seria e duratura.

Se poi trovo lavoro, tanto meglio… quell’attività me la ritrovo, la vendo, continuo a lavorarci… boh… poi si vede.

Penso ad un’alternativa valida (non le cavolate che si leggono sui social), nel caso in cui le cose dovessero peggiorare.

Mi basterebbe anche una cosa piccola che mi dia qualche soddisfazione, un qualcosa che mi permetta di fare delle spese extra senza sentirmi in colpa.

Insomma, nel frattempo che non trovo lavoro, mi paro il cuxo!

E poi, posso imparare altre cose nuove, aggiornare le mie competenze e, perché no, potrei realizzare qualcosa che mi dia davvero libertà economica ed intellettuale.

Ok, tutto bello… ma come si fa?

Era l’inizio del mio “viaggio” e già partiva male.

Sentivo la presenza di una creatura inquietante.

Ero terrorizzato.

È un mostro feroce, capace di colpirmi con crudeltà e di lasciarmi inerte, ad annegare nel mare della mia mediocrità.

Te lo presento nella prossima pagina.

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