Inventarsi Un Lavoro a 40 Anni

Meglio Crearti Qualcosa di TUO, Invece di Prendere Litri di Gaviscon Leggendo Gli Annunci di Lavoro

Nel 2008, quando ormai il mio Dottorato di Ricerca in Economia Aziendale volgeva al termine, lavoravo come “junior controller” per una piccola azienda locale. Per la precisione, si trattava di una piccola vetreria industriale (produceva vetro-camera).

Ad agosto dello stesso anno, poco prima delle ferie estive, mi trovavo al lavoro, nel mio ufficio.

Era l’ultimo giorno e stavo già sognando il mare.

Sento bussare alla porta… era il mio capo.

Dopo i soliti convenevoli, mi porge la solita busta con all’interno il mio stipendio (1.200 euro). Ovviamente era tutto in contanti, ovviamente ero pagato in nero e, ovviamente, non avevo nessun diritto, nessun contributo versato.

Questa storia non è andata avanti per due settimane, ma per un anno intero.

Comunque… dopo aver preso la “bustarella”, inizio a discutere con il titolare dell’azienda. Le solite cose di cui mi occupavo: contabilità, budget, costi fissi e variabili, tasse, ecc.

Finito il mio “rapportino” verbale, il boss, fingendo di aver capito quello che gli avevo appena riferito riguardo ai numeri della sua attività, con sguardo palesemente ipocrita, mi fa:

Senti Marcello, molto utile il tuo lavoro… adesso però facciamo così… ce ne andiamo in ferie così ci rilassiamo tutti quanti, e poi eventualmente ti chiamo a settembre

Io:

Ah… va bene ok

Subito dopo, sempre il mio capo esce dalla stanza. Non dimenticherò mai l’espressione del suo volto. Era fra l’imbarazzato ed il “ahhh finalmente me lo sono tolto davanti ai coglioni!”.

Scusa la volgarità.

Quando questo personaggio uscì dal mio ufficio, mi ritrovai da solo… era ancora metà mattinata, ma io avrei voluto sparire, dissolvermi, smaterializzarmi.

Mi rimbombava in testa quella parola… EVENTUALMENTE

Ma come?!

Dopo che ho dato l’anima per questa aziendina, ho svolto due lavori (facevo il Dottorato nel frattempo), sono stato sempre disponibile, mi trattenevo oltre il mio orario di lavoro, riunioni a non finire, incontri con clienti e fornitori…

… ecco il ben servito, ecco il ringraziamento.

Ovviamente passai delle ferie terribili. Ansia, preoccupazione e angoscia per il futuro. Contavo i giorni e non vedevo l’ora che arrivasse settembre.

Settembre arrivò e lo stron… non mi chiamò.

Vabbè dai, ho ancora il Dottorato da completare, tento la strada della carriera accademica

Sì sì, come no.

Da lì a poco, sfumò anche quel piccolo sogno. Infatti, il mio “tutor” (chiamiamolo così, anche se non fece altro che ostacolarmi per tutti e tre gli anni del Dottorato), immediatamente dopo aver discusso la tesi, mi dice:

Senti Marcello, tu sei bravo… però sai è il sistema

Cioè, in che senso? Ma non sei tu il “sistema”?

Vabbè, te la faccio breve… ero ormai grandicello – non ricordo esattamente quanti anni avessi all’epoca – e mi ritrovai con il sedere per terra.

Alla fine ho perso due lavori in un colpo solo… tutto nel giro di 6 mesi.

E fu allora che mi scontrai per la prima volta con il “bellissimo mondo” degli annunci di lavoro.

Mi iscrissi a tutti i siti web di annunci (è inutile farti i nomi, tanto sono sempre quelli e li conosci anche tu).

Più leggevo gli annunci, e più montava la rabbia.

Più montava la rabbia, e più assumevo dosi di Gaviscon.

La storia la sai, magari l’hai proprio vissuta come me.

Mi ritrovavo alla soglia dei 40 anni, senza nessuna competenza o esperienza significativa e leggevo annunci in cui il candidato ideale:

  • Ha al massimo 23 anni
  • Deve possedere due o tre lauree con lode e preferibilmente master
  • Deve saper fare ottimamente il meccanico, l’idraulico, il muratore e l’architetto
  • Sa progettare con programmi 3D e conosce i vari metodi di taglio e saldatura
  • Possiede ovviamente la patente del muletto e, se la situazione lo richiederà, svolgerà anche la mansione di magazziniere
  • Conosce e parla fluentemente 10 lingue, compresi i dialetti arcaici ed il babilonese antico
  • Sa fare SEO ad alti livelli, progetta piani editoriali per i social, pianifica e gestisce un team per il raggiungimento degli obiettivi aziendali

Ah, dimenticavo… veniva richiesta un’esperienza minima di 10 anni nel settore. Il candidato sarà in prova 3 mesi.

E, dulcis in fundo, il possesso dei superpoteri è requisito non obbligatorio, ma preferenziale.

Come puoi notare, l’annuncio l’ho pompato un po’, ma non è molto lontano dalla realtà.

Questo esempio estremo però, racconta mille realtà di come una persona, nonostante possieda… sparando a caso… 10 competenze, l’azienda ne chiederà 11, ed il candidato sarà scartato a priori.

Se ne possiede 15, l’azienda ne chiederà 16. E così via all’infinito.

Stesso discorso per l’esperienza.

Come faccio a fare esperienza, se tutti gli annunci che leggo richiedono obbligatoriamente l’esperienza?!

E poi i selezionatori si lamentano perché non trovano professionisti.

Sarei molto curioso di leggere i loro CV e vedere quante e quali competenze possiedono.

Dopo aver letto centinaia di annunci simili ed aver inviato altrettanti CV, sono stato “illuminato sulla via di Damasco”… 🙂

Ho pensato…

Molto meglio costruire qualcosa di MIO evitando così di assumere dosi di Gaviscon nel leggere queste oscenità degli annunci di lavoro!

Non lo sapevo ancora, ma fu proprio in quel momento di rivelazione che iniziò la mia avventura digital.

Però, in pochissimo tempo (ti parlo di qualche giorno), mi resi conto che c’era un grosso OSTACOLO da superare per me.

Te lo racconto nella prossima pagina.

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